Sacrifici e Oscurità

Mondi nuovi, e un altro gnomo

Non poteva durare. Non si riesce a passare un po’ di tempo, da qualche tempo a questa parte, senza trovarsi in balia di uno gnomo. Tra l’altro, questo non ci vuole mangiare ma ci vuole morti comunque… comincio a odiare anche questa specie. Tra l’altro pure questo era dentro il suo tubo, dev’essere una necessità, per loro, di mettersi dentro un tubo. Mah.

Andiamo con ordine. L’esercito nemico, a quanto pare, era davvero composto da quei mostri che avevo incontrato. Chiediamo ai Vistani e ci spiegano che sono lupi mannari. Lo sapevo che c’erano, i lupi mannari, da qualche parte! Sono terribilmente forti, accidenti. I Vistani ci consigliano di armarci con frecce d’argento, che gli bucano la pelle. Con l’esercito ci prepariamo perfettamente all’assalto, e ci vuole tutta la nostra organizzazione per respingere queste bestie; ma il problema maggiore è il generale, un coso con dei tentacoli che sembra flttuare in aria. Scopriamo che in realtà era inglobato dentro una melma invisibile solo quando Giulio ci finisce dentro… povero. Appena Giulio finisce di spappolare la melma mi libero velocemente del generale: non sa proprio reggere due o tre frecciate, mah.

In compenso quel coso comincia a bruciare non appena muore, i lupi mannari si spengono e riusciamo a rompere l’assedio. Quasi contemporaneamente si apre il portale che dicevano i Vistani… lì dentro ci sono altri mondi, altri piani dicono loro. Forse un giorno sarebbe bello andare a vederli! Per ora non sappiamo come però. In compenso ci sono cose che arrivano da fuori. Per la precisione, una palla gigante di metallo. Non che mi aspettassi un vascello di elfi, mai stata così fortunata. Mi sa che sta roba porterà altri guai, infatti sono per andare via, ma Settimo insiste per andare a esplorare. Ovviamente ci passa poco prima di venire a sapere che il nostro amico satiro si è perso dentro. Che vorrà mai dire?

Salendo sulla palla ci rendiamo conto che ci rimpiccioliamo tantissimo, fino a poter entrare in uno dei tanti buchi. Ecco, questa finirà male, lo so. Entriamo… e finiamo su una spiaggia. Ci rendiamo conto di come il tempo su questo piano scorra molto più velocemente che fuori, bene. Almeno non avremo il mondo alle calcagna quando usciremo di qui. Ci mettiamo in esplorazione e troviamo subito un villaggio di baccanti drogati che festeggiano tra le loro case che fluttuano in aria. Troviamo anche una zona dove delle specie di guerrieri combattono una quantità ridicola di animali in un chilometro quadrato, e un condominio su palafitte al quale però ci negano l’accesso, eccetto la nostra suite. Siccome non mi fido di quel luogo spettrale passo il tempo tra i baccanti, Giulio invece sta a guardare la sua TV al plasma e il mattino dopo è malato. Pure io non mi sento troppo bene, quel posto è veramente spettrale.

Nel frattempo continuiamo a seguire gli indizi che il satiro ci ha sparso in giro; Settimo scopre che in questo posto ci sono due realtà distinte e sovrapposte, e in quella nascosta le case sono delle piramidi che tirano un carretto su cui stanno i tizi, mentre i guerrieri sono tutti infilzati da lance e il condominio è coperto d’edera. Alla fine, parlando con delle guardie bioniche, scopriamo che il satiro era andato in esplorazione sotto un albero gigante che dovrebbe essere un luna park, in teoria, ma è tutto oscurato. Ci tocca andare lì… troviamo una specie di motoscafo per arrivare al centro di questa immensa mangrovia. Settimo con il suo sesto senso ci aiuta a evitare delle piovre che mi avevano attaccato durante una nostra prima avanscoperta. Arriviamo al centro dell’albero e scopriamo che è proprio un luna park: ci sono i carrelli! Ne prendiamo uno, verso l’alto, e finiamo male: dei fantasmi ci attaccano a ripetizione, e la scampiamo per un pelo solo grazie a Giulio. Ci servono un paio di giorni per riposarci, poi ritorniamo e andiamo sul fondale.

Stavolta troviamo di meglio: scopriamo che, praticamente, le radici che affondano nell’acqua sono illusorie, e concentrandoci possiamo farle comparire e scomparire a piacere. Sfruttiamo il loro essere illusorio per respirare mentre scendiamo a nuoto. Incontriamo anche uno squalo e una strana cosa che credeva di scavare all’interno della radice, in realtà stava scavando nell’aria. Sono rimaste poco in vita, ovviamente. Alla fine della radice troviamo una stanza, entriamo e troviamo lo gnomo che vi dicevo. In stasi in una melma strana dentro un tubo. In un’altra stanza, che non riusciamo ad aprire, mi sa che c’è il satiro. Svegliamo il satiro ma non riusciamo a farlo uscire, ci tocca svegliare anche lo gnomo. Che ci dice che non ha voglia di liberare il nostro amico. E che è incazzato per come è finito in questo piano. Noi che vorremmo uscire da questa palla con il nostro amico… Ci tocca minacciarlo per farci dire come si esce. Che fatica con sti schifosi. E poi torna a dormire… ma intanto gli blocco la stasi, così morirà di fame. Magari la capisce e diventa più ragionevole…

Odio.

~Herrin von Bogenheil

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Mucco

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