Sacrifici e Oscurità

Mi piacciono i gatti

Oh, abbandonata Gorovo continuo a sentirmi sempre meglio. Ho passato un periodo terribile, ma per fortuna era solo momentaneo – immagino che la reincarnazione abbia i suoi lati negativi! e questo lo è stato certamente. Ve lo racconto in sintesi.

In pratica, si scopre grazie a Settimo che con la resurrezione mi è entrata nel corpo una stranissima maledizione, che mi faceva comportare in modo avventato. Non sono mai stata una persona poco prudente, quindi la cosa mi ha dato non poco disagio. Per fortuna siamo riusciti a raggiungere velocemente questa città dove si teneva la fiera di Vistani. Era molto bella, però in quel periodo avevo altre cose per la testa. Ho però sfruttato questo popolo ricco di risorse: c’era una tal chiromante che mi ha detto cosa avessi: l’anima di uno strano essere chiamato Wendigo che mi fa venire voglia di mangiare la gente viva. Ora io non sono cannibale, perciò la mia priorità era di liberarmi di questa cosa.

La chiromante mi ha detto di cercare uno strano gatto parlante in grado di rimuovere queste maledizioni, e mi ha detto di cercarlo aprendo un sacco di finestre. A posteriori, avrei dovuto certamente chiederle che razza di essere fosse questo che ama le finestre aperte, ma in quel periodo non c’ero con la testa. Vabbè, poco importa. In pratica succede che quella notte io e Settimo andiamo per bassifondi ad aprire un sacco di finestre e nulla succede – ma nel mattino Settimo mi sottopone alle sue sedute di ipnosi e scopre che ho mangiato vivo un uomo! Immaginate l’orrore di saperlo… sono andata subito a lavarmi i denti!

Insomma, l’unica nostra speranza era questa – trovare velocemente questo gatto. Nel frattempo stavo partendo di testa, sentite qui: a un certo punto mentre mi avventuravo per i bassifondi (sempre avuto una predilezione per queste zone) spunta un tizio che ha gli zoccoli, e mi dice “Ciao, sono quello che ti ha resuscitato, senti, sporca di fango i panni di quel balcone” detto fatto ovviamente… non c’ero proprio. Fatto sta che questa quando se ne accorge va dalla vicina e ficca un cavatappi in gola al cane di questa (tiè, schifo i cani) e poi la vicina torna con un pugnale e fanno a botte e quella con i panni sporchi muore. E io non ho fatto nulla in tutto questo. Normalmente non avrei permesso un omicidio, ma lì per lì non mi è venuto di mettermi in mezzo. E poi cosa gli avrei detto? Ahahah!

La seconda notte non mi ricordo nulla, solo che ho trovato il gatto e il mattino successivo mi sentivo molto meglio, e Settimo ha confermato che non c’erano più anime insite in me. Festa! L’unico che non era contento era Giulio, che si è svegliato con la nausea e ha borbottato tutto il giorno.

Beh, rimaneva solo un giorno di fiera e le uniche due cose che ero in grado di fare erano ubriacarmi in onore ai gatti e tirare con l’arco. Ho optato per la seconda, memore degli insegnamenti di mia madre, con ottimi risultati: c’era una competizione e sono riuscita a infilare dei colpi epici a distanze notevoli – come premio mi hanno regalato un cristallo bellissimo: rende le frecce infuocate! E poi mi hanno offerto di lavorare nella loro forgia speciale per migliorare il mio arco in modo che potessi utilizzarlo con il cristallo. Ora ho un arco proprio bello. Wunderbar!

~Herrin von Bogenheil

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Mucco

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